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Come curare un bonsai di melograno?

Come curare un bonsai di melograno

La cura del giardino, la passione per il verde, sono sicuramente passatempi unici, in grado di rilassare e rigenerare. I giapponesi e questo lo sanno bene ed è, per questo motivo, che da migliaia di anni praticano l’arte della cura bonsai. Questi ultimi, infatti, sono delle vere proprie piante normali, che vengono adattate a vivere in vasi piccolissimi. Tra tutte le specie che si prestano ad essere utilizzate in questa tecnica, c’è anche il melograno. Quest’ultimo, infatti, si contraddistingue per la presenza di fiori delicati e meravigliosi e da un frutto dalla forma particolare. Il melograno, dell’attività, inoltre, era una pianta molto importante in quanto aveva la funzione di tinteggiare.

Come fare un bonsai con una pianta di melograno?

Produrre un bonsai di melograno è molto semplice grazie all’utilizzo di due tecniche differenti. È infatti possibile partire direttamente dal seme anche se, in questo caso, è necessario assicurarsi una corretta germogli azione e impianto della pianta all’interno del vaso. È molto più semplice, per realizzare un bonsai di melograno, servendosi di un sistema di riproduzione per talea. Quest’ultimo, infatti, offre innumerevoli vantaggi primo fra tutti quello di riuscire ad ottenere una pianta dalle dimensioni ragguardevoli in tempi più contenuti. A questo scopo è consigliabile utilizzare delle talee con la lunghezza compresa fra i 10 e i 12 cm che abbiano un rame che nell’anno precedente è già fiorito. Per facilitare l’emissione di radici radiali è consigliabile eseguire sulla talea un taglio orizzontale. Proprio in corrispondenza del taglio è consigliabile sotterrare la talea per un massimo di due massimo 5 cm. Quando si crea una talea di melograno è consigliabile utilizzare un terriccio composto per il 75% di akadama e un 25% di pozzolana. Al fine di assicurare il corretto drenaggio della pianta è opportuno scegliere una granulometria compresa fra i 2 e 5 millimetri. Attenzione in ordine all’utilizzo di ormoni radicanti che possono favorire l’attecchimento della talea sul terreno. Bagnare frequentemente la talea e, se possibile, esporla in un’area protetta dalla luce diretta del sole.

Quando fiorisce il melograno bonsai?

Il melograno è una pianta che già in condizioni fisiologiche è estremamente delicata. Nella sua versione bonsai, infatti, le attenzioni da porre sono ancora maggiori. Partendo dal presupposto che la fioritura del melograno bonsai avviene in tarda primavera, per farsi che questa avvenga in maniera completa, è consigliabile mettere la pianta in una zona protetta dove le temperature non scendono mai al di sotto dei 10°.creare infatti un ambiente ovattato, capace di proteggere la pianta dagli sbalzi di temperatura, può essere un modo intelligente per incrementare ulteriormente la fioritura. Attenzione inoltre alla concimazione: Quest’ultima, infatti, deve essere abbondante in tutta la fase vegetativa e si deve interrompere nel mese di luglio e di agosto. Dal punto di vista della tipologia, è consigliabile optare per una concimatura organica piuttosto che minerale. Quest’ultima componente é già presente nel terriccio.

Quanta acqua vuole il melograno?

Come per gli altri aspetti, anche per l’irrigazione il melograno è una pianta particolarmente esigente. Da marzo a novembre, infatti, necessita di cicli costanti irrigazione che avvengano due o tre volte a settimana. È consigliabile, inoltre, evitare di eccedere con l’acqua in quanto il ristagno potrebbe causare il deterioramento delle radici superficiali. Allo stesso modo, inoltre, è consigliabile evitare di lasciare la pianta al secco in quanto questo potrebbe comportare la sua morte. Per queste ragioni infatti sarebbe consigliabile scegliere un terriccio con all’interno della pozzolana. Questo materiale infatti è molto utile per favorire il drenaggio dell’acqua.